Lavoro & Formazione

24 Giu 2017

Andrea Camilleri incontra i liceali del Classico di Agrigento: “Non credete a Renzi e ai Cinque Stelle”. Sono già cadaveri”

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Non credete a Renzi e ai Cinque Stelle” perché “sono già cadaveri, già fuori dalla vostra storia e dal vostro avvenire. Teneteli lontani dal vostro avvenire. Fatevelo voi…”. Con queste parole, che suonano come un invito, lo scrittore Andrea Camilleri si rivolge ad un gruppo di giovani studenti del Liceo classico Empedocle di Agrigento, proprio quello frequentò egli stesso da ragazzo. Lo scrittore è stato intervistato nella sua casa di Roma dagli studenti e i suoi discorsi hanno spaziato molto, a partire dai suoi romanzi e della lingua inventata per l’opera del Commissario Montalbano, fino ad arrivare alla politica. Infatti, prendendo spunto da un video proposto ieri ad Agrigento in una serata organizzata nell’ambito del Festival della Strada degli Scrittori, il quale pare sia destinato a suscitare polemiche nel mondo politico, Camilleri ha dispensato consigli di natura politica.

Alla prima domanda dei ragazzi Camilleri racconta il suo rapporto con i vecchi partiti: “Mai votata la Democrazia cristiana. Io ho sempre votato Partito comunista che, bene o male, aveva il rispetto delle istituzioni”. E oggi? “Oggi la politica è rappresentata da gente che ha degradato il lavoro. Nel lavoro consiste buona parte della dignità dell’uomo… E ci si domanda che valore abbia l’articolo 1 della Costituzione. La verità è che i primi a non considerarla sono i partiti della sinistra, del cosiddetto centrosinistra”.

Prevale un certo pessimismo nelle parole consegnate agli studenti dell’Empedocle da Andrea Camilleri. A turbarlo è la condizione della politica: “Sono scoraggiato. Alle ultime elezioni romane non sono andato a votare. Sono invece andato al referendum. Anche se per andarci mi sono dovuto sottoporre a tre visite mediche per accertare la mia cecità e potere andare in cabina elettorale accompagnato”. Per la prima volta, lo scrittore parla  anche dei suoi problemi alla vista. E continua:  “Voglio darvi un consiglio: rifate la politica che è diventata quasi sinonimo di disonestà. Ricordatevi Pericle, il discorso che fa sulla democrazia. Applicatelo. Voi giovani siete in condizioni di farlo”. Infine una riflessione sui vecchi e i giovani, sulle responsabilità degli adulti: “Anch’io mi sento responsabile…Ho vissuto l’entusiasmo del 1945, del 1947 per rifare l’Italia. E poi? Poi io consegno a mia pronipote e a voi un futuro incerto. Questo è un fallimento che mi porto nella tomba”.

Ma non è un invito ad estraniarsi dalla vita pubblica, come conclude Camilleri: “È facile cadere nell’antipolitica, ma il populismo è la fiammata di un mattino. Appunto, non crediate a Renzi o ai Cinque Stelle…”.

(Fonte: Huffingtonpost.it)

   

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