Cronaca Cultura

26 Apr 2017

Sommatino festeggia il 25 Aprile. Il Sindaco Sanfilippo: “Abbiamo bisogno di certezze che diano speranza ai giovani”. IL VIDEO

Redazione 0 Commenti

Sommatino – Il 25 Aprile rappresenta un giorno fondamentale per la storia di Italia in quanto segna la fine dell’occupazione nazista e così anche la fine del ventennio fascista, avvenuta il 25 aprile 1945, al termine della seconda guerra mondiale.  Vedi l’articolo sulla Festa della Liberazione italiana, clicca qui.

Anche quest’anno, a Sommatino si è svolto il tradizionale corteo cittadino con la presenza delle autorità militari civili e religiose. Il corteo è partito dal Palazzo di città per arrivare presso la Chiesa Madre laddove, ha presieduto la Santa messa don Alfonso Incardona, Rettore del seminario diocesano di Caltanissetta, a cui hanno partecipato il Sindaco Crispino Sanfilippo e la sua giunta in toto, il presidente del consiglio Salvatore Letizia, i consiglieri comunali, il mondo dell’associazionismo, nonché il comandante della stazione locale dei carabinieri Maresciallo aiutante Pietro Palazzo e il Vice Comandante maresciallo capo Pietro Varco.

A curare la viabilità sono stati gli agenti della polizia municipale Paolo Scalia e Calogero Cafieri, coadiuati dai volontari della Protezione civile.

«Molti cittadini sommatinesi si sono valorosamente immolati per la causa della libertà. – dice il sindaco Crispino Sanfilippo – Chi ha preso parte alla grande fase della Liberazione della nostra Italia, lo ha fatto per l’Italia unita, libera e democratica; attenta alle necessità dei giovani, degli anziani e delle persone più deboli del paesecerto alle differenze fronte all’accoglienza. Proprio l’accoglienza é un argomento molto controverso di estrema attualità che oggi non può essere oggetto di dibattito, e il nostro Stato ha dimostrato di avere una mentalità di accoglienza non indifferente. Siamo e dobbiamo essere pronti ad accogliere tutti ma con le dovute attenzioni, senza creare traumi sul territorio e gestire una politica dell’inclusione capace di dare ospitalità A famiglie che per loro sfortuna sono stata costretta a lasciare la propria terra con la speranza di trovare situazioni di sana vivibilità. La nostra comunità non può fare finta di nulla e deve adoperarsi in tal senso e dimostrare come sia possibile creare situazioni di equilibrio ove la ragione è l’essere umano composto da donne, uomini, bambini anziani.

Oggi cresce la polemica e il disamore nei confronti della politica, ma in questo momento storico bisogna tornare a crederci e a sperare che risolvano ideali di quei partiti che furono i promotori e protagonisti dell’assemblea costituente, dando vita a quella costituzione repubblicana che costituisce tutto la più solida garanzia dei valori e dei principi che scaturiscono dalla resistenza. È doveroso dunque impegnassi, ognuno nel proprio campo è per le proprie competenze, affinché la politica li trovi slancio ideale e capacità nuova di proposta e di governo pertanto dobbiamo crederci tutti. Infine mi è doveroso ricordare l’associazione Anpi col suo presidente Enzo Giuliana che in questi anni hai levato la qualità di questa giornata di ricordo della liberazione d’Italia è in questo contesto voglio incontrare i partigiani da noi commemorate ossia Salvatore Auria, Vincenzo Tricoli, Mario Bella e Alessandro Bevilacqua che ci hanno lasciato un eredità di valori inestimabili. All’ Anpi l’augurio di continuare il il percorso intrapreso ricordo e a memoria della nostra storia patriottico.

Ai giovani il messaggio finale, finché, prendano esempio da chi si adopera della giustizia impegnandosi ad fatta leggi personali. Cambiare le cose è un nostro dovere ed è per questo motivo che le prossime elezioni amministrative non dovranno rappresentare un campo di battaglia, ma al contrario, un tavolo di confronto dove offrire ai cittadini  la possibilità di capire a chi affidare le sorti del nostro paese. Non abbiamo bisogno di litigiosità, ma di progetti che diano certezze e soprattutto speranza ai giovani cittadini, per far sì che mostrino orgoglio, amore, e attaccamento al nostro paese».

«Pensiamo più al nostro bisogno nostro, che a quello degli altri e ci chiudiamo nell’egoismo. – ha detto durante l’omelia don Alfonso Incardona Dobbiamo cambiare mentalità e metterci in ascolto di Dio.
A Sommatino ci sono tanti bisogni, ci sono tanti poveri e tanta disoccupazione, dunque come noi ci poniamo come cristiani. Oltre alle strutture parrocchiali locali, tutti noi dobbiamo attivarci. Dobbiamo vivere un’economia di comunione senza chiudere gli occhi verso chi ha bisogno per cercare di dare una soluzione a questa povertà che affligge molte famiglie del paese».

Di seguito il video dell’evento:

   

Commenti