Riceviamo e Pubblichiamo

10 Apr 2017

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: La lettera di Pasqua dell’arciprete don Domenico Lipani

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Riceviamo e Pubblichiamo la lettera dell’Arciprete dell’Unità Pastorale di Sommatino Don Domenico Lipani, ai fedeli della comunità sommatinese:

Guardandossimi fratelli e sorelle,  siamo già nella settimana santa nella quale faremo memoria del Mistero Pasquale di Cristo,  l’Atto in cui il Cristo ci dona la Sua Salvezza liberandoci dai ceppi del peccato e dalla prigionia della morte eterna. Avviamoci a vivere con intensità spirituale questi giorni santi per gustare i frutti della Pasqua che  già sin da adesso ci rinnova nel nostro vissuto spirituale. Seguiranno sette settimane dal trionfo pasquale attraverso la memoria delle apparizioni  del Risorto per giungere alla celebrazione dell’Ascensione di Nostro Signore che ci rivela un modo diverso del Suo essere presente in mezzo a noi, per poi giungere alla Pentecoste. Solennità in cui faremo memoria del mistero dell’effusione dello Spirito Santo nella vita della Chiesa e di ogni credente. E’ il Dono dello Spirito santo, dono del Risorto, potenza e memoria, artefice che rende possibile in ogni nostra celebrazione liturgica l’attualizzazione dell’evento Pasquale di Cristo. In questo periodo pasquale dobbiamo cogliere il senso del nostro camminino spirituale nella storia umana, che per opera dello Spirito s’intreccia con il mistero di questo evento di Salvezza. Insieme ai discepoli di Emmaus siamo chiamati a distogliere lo sguardo dalle nostre paure e tristezze, coì anche dai fallimenti e scoraggiamenti, e guardare il segno dello “spezzare il pane del Cristo” fonte di ogni pienezza di vita. La Parola di Dio illumina la vita credente in un percorso costante verso la pienezza del nostro essere in Cristo Gesù. Il Viandante Misterioso è compagno del nostro viaggio, solo gli occhi della fede e della speranza ci permettono di guardare con la profondità del cuore  la Sua Presenza determinante e consolante. 

Guardando l’immagine della crocifissione di Rupinik possiamo scorgere un profondo messaggio teologico e spirituale. Egli riprende il tema della teologia della croce con la rappresentazione di un Cristo non più morto in croce ma vivente. Il Cristo di Rupnik è rivestito dai paramenti sacerdotali, secondo una antica tradizione siriaca. Per i Padri, l’incontro “fisico” con Cristo avviene proprio durante la liturgia. E’ l’Eucaristia che trasforma il nostro peccato in comunione, la nostra morte in vita. Le vesti del Risorto ondeggiano come spinte dal vento: è suggerita così la presenza dello Spirito, il “Vento di Dio”, che opera la Risurrezione. Ma le ferite di Cristo rimangono visibili anche attraverso le vesti. La Risurrezione non cancella le ferite della vita ma le trasforma in sorgenti di grazia. Secondo i Vangeli, è vedendo le ferite del Risorto che i discepoli lo riconoscono. La Risurrezione è la Trasfigurazione delle ferite in “feritoie” della Vita.  Buona Pasqua!!                 

 

Sac. Domenico Lipani,

Arciprete dell’Unità Pastorale di Sommatino

   

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