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10 Apr 2017

Discorso del Questore di Caltanissetta Giovanni Signer in occasione della Festa della Polizia

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CALTANISSETTA – Di seguito il discorso del Questore di Caltanissetta Giovanni Signer in occasione del 165° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato a Caltanissetta.

“Signor Prefetto, Autorità, gentili ospiti, insieme alle donne e agli uomini della Polizia di Stato della provincia di Caltanissetta vi do il benvenuto e porgo il nostro sincero ringraziamento per la vostra presenza.
Esprimo la nostra gratitudine al Sindaco di Caltanissetta, per averci consentito di celebrare in questo luogo il 165° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato.

Oggi le donne e gli uomini della Polizia di Stato esprimono l’orgoglio di appartenere alla Forza dell’ordine che ha il compito di tutelare le libertà e i diritti dei cittadini, di vigilare sull’osservanza dell’ordinamento giuridico, di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, la prevenzione e la repressione dei reati e di prestare soccorso in caso di calamità.
Il legislatore nel sancire l’ordinamento civile della Polizia di Stato ha tenuto ad affermare che le nostre funzioni sono svolte al servizio delle istituzioni democratiche e dei cittadini.

Esserci sempre è il tema della nostra ricorrenza. Ritengo che ci riguardi prima come persone, che come appartenenti alla Polizia di Stato.

Leggendo la nostra Costituzione, ci si avvede che nel citare l’Autorità di Pubblica Sicurezza i Padri Costituenti ebbero due sole preoccupazioni, dettare precisi limiti ai suoi poteri limitativi delle libertà e garantirne l’imparzialità, prevedendo la possibilità di vietare ai suoi appartenenti l’iscrizione a partiti politici.
Questa impostazione riproponeva la visione ottocentesca dei compiti della polizia, considerata come mero guardiano della proprietà privata e dell’ordine sociale.
Eppure, già alla fine della guerra, coloro che avevano lottato per la democrazia si resero conto che il nostro compito è quello di assicurare il rispetto delle libertà e la civile convivenza, tanto che a numerosi partigiani fu consentito di entrare nelle fila delle Questure. Nell’ottobre del’46, un noto quotidiano schierato a difesa dei numerosi partigiani che aspiravano ad entrare in polizia scrisse di loro “essi …credono di aver diritto ad esser considerati i più responsabili custodi delle libertà democratiche del paese.”

Gli anni successivi sono stati difficili per gli appartenenti alla Polizia, per l’ostilità di coloro che li identificavano come strumento di oppressione, testimoniata in una celebre poesia di Pierpaolo Pasolini, insospettabile protagonista dei tempi, e per l’isolamento e la minaccia che condizionavano i territori assoggettati alla criminalità mafiosa.
La Polizia di Stato e i suoi appartenenti sono stati tra i custodi delle libertà del paese, contribuendo alla sconfitta del terrorismo politico e alla disgregazione delle più pericolose organizzazioni mafiose, con un prezzo altissimo di vite umane.
Voglio ricordare tutti i poliziotti caduti nell’adempimento del dovere, e lo strazio delle loro famiglie, perché siamo loro debitori: il loro sacrificio e la loro memoria hanno contribuito al riconoscimento sociale della nostra funzione. Il mio abbraccio ai congiunti di Luigi Bruno, di Calogero Zucchetto, di Michele Pilato e Salvatore Falzone.
Saluto Fabio Vaccaro, che è qui tra noi, coraggiosissimo poliziotto della Squadra Mobile di Caltanissetta rimasto gravemente ferito in azione.

E’ stato osservato che la sicurezza non è più solo prevenzione dalle condotte devianti ma un vero e proprio diritto di libertà, perché elimina ostacoli allo sviluppo economico, allontana il pregiudizio e l’intolleranza, sostiene la socialità e frena le situazioni di degrado. La libertà è anche civile convivenza.
Questo nuovo modello di sicurezza, ancor prima delle innovazioni normative, ha condotto la Polizia di Stato all’attenzione verso le problematiche della violenza di genere, degli atti persecutori, e del bullismo. Ed è la libertà quella che si intende garantire con l’impegno alla sicurezza del web affidata alla Polizia Postale – eccellenza investigativa oramai riconosciuta in ambito internazionale.
Lo sforzo nell’innovazione è anche della Polizia Stradale, che quest’anno vede compiere i 70 anni dalla sua istituzione.
Le nuove professionalità presenti nelle fila della Polizia di Stato, quelle dei biologi, dei fisici, degli ingegneri informatici, garantiscono un apporto specialistico, al passo con le tecnologie per il bene comune della sicurezza.

In provincia di Caltanissetta, le donne e gli uomini della Polizia di Stato si trovano ad affrontare storiche problematiche e nuove, imposte dai veloci cambiamenti che investono oramai la nostra società.
Altissima è la guardia nei confronti della criminalità mafiosa, ancora fortemente radicata nel territorio, ma è altresì necessario assicurare il contrasto delle nuove situazioni di degrado, che derivano da una marginalità economica e sociale irrisolta e da una crisi sistemica. Sotto la guida dell’Autorità Giudiziaria, è incessante lo sforzo investigativo per contrastare ogni forma di criminalità.
Massimo il supporto al Prefetto nella sua azione di controllo delle attività ritenute a rischio di infiltrazione mafiosa.

La sicurezza ha da tre lustri un altro grande obiettivo, la libertà dalla paura del terrorismo internazionale. Elevatissima è l’attenzione della Polizia di Stato, anche in provincia di Caltanissetta, dove, come ovunque, può realizzarsi nella sua forma più subdola, quella scatenata dall’auto-radicalizzazione e che trova terreno fertile nella marginalità sociale e nel pregiudizio. Le prime misure che riteniamo necessarie sono il dialogo e l’ascolto. Abbiamo invitato i rappresentati delle comunità islamiche, ai quali rivolgo il nostro saluto, certi che ci accomuni il convincimento che l’integrazione debba necessariamente passare per il rispetto delle leggi e della diversità culturale.

Il nostro obiettivo è quello di migliorare, sempre e comunque.
Offriremo la nostra collaborazione ai Comuni della Provincia di Caltanissetta che intenderanno assicurarsi la connessione al Sistema Controllo Nazionale Transiti e Targhe del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, e che garantisce alle Forze di polizia un efficacissimo strumento al controllo del territorio, per orientarlo in tempo reale secondo la rilevazione ed elaborazione dei dati assicurata dai lettori targhe installati sulle strade.
E’ in corso l’informatizzazione degli archivi, per ridurre il numero dei dipendenti impiegati negli uffici ed assicurare un più agile strumento di investigazione.

Purtroppo, accusiamo gli effetti della carenza del turn over del personale e attendiamo l’ingresso dei giovani che stanno per arruolarsi nelle nostre fila, con il loro entusiasmo.

Intanto, noi faremo la nostra parte.
Devo pubblicamente ringraziare le OO.SS. della Polizia di Stato di Caltanissetta per l’attenzione che hanno dimostrato, anche di recente, alle continue emergenze operative.
Saluto il personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno, che sentiamo come colleghi, e le loro OO.SS. .

Un saluto ai colleghi dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, a cui ci unisce spirito di cordiale e costruttiva collaborazione, del contingente dell’Esercito Italiano che è al nostro fianco in diversi presidi, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, della Polizia Penitenziaria, della Capitaneria di Porto, del Corpo Forestale della Regione Siciliana e di ogni Polizia Locale.
In ultimo, un saluto agli attivissimi volontari dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato.

In questo momento difficile, tocca ora a noi Esserci sempre.

Il dato Eurispes pubblicato all’inizio dell’anno ha confermato la grande fiducia che gli italiani ripongono nella Polizia di Stato.
Per ironia della sorte, da qualche tempo la nostra professione, anche per la sua stabilità e le sue tutele, è per moltissimi giovani un ambito traguardo.
Dobbiamo fare di più, rinnovando il nostro entusiasmo, per tenere fede all’impegno assunto con il giuramento, per garantire la civile convivenza tra i rapidi cambiamenti che si stanno imponendo, e soprattutto perché è doveroso nei confronti di coloro che sono svantaggiati, dei precari, di quanti hanno perso il lavoro. Dobbiamo fare di più, anche per i giovani che, come ha detto il Presidente Sandro Pertini, hanno solo bisogno di esempi.

E’ con l’entusiasmo che potremo superare le difficoltà di questo momento e forse anche qualcuna di quelle che ci riserva la vita”.

Viva la Polizia di Stato, viva la Repubblica, viva l’Italia.

Giovanni Signer

Caltanissetta. 10.04.2017

   

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