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06 Apr 2017

Conclusi i seminari sul disagio giovanile. L’INTERVISTA

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Sommatino –  Si è concluso il ciclo di seminari sul disagio giovanile aperti a docenti e genitori, tenuti dal professore Sebastiano Maurizio Alaimo, psicologo e psicoterapeuta. Si è trattata di un’esperienza informativa promossa dall’assessore al ramo Laura Carbone.
Di seguito l’intervista agli organizzatori:

Assessore Carbone qual é il suo bilancio di quest’esperienza rivolta alla cittadinanza, su un tema così importante?

Il bilancio è senz’ altro positivo. L’obiettivo era creare un importante spazio di riflessione su una tematica che riguarda tutti noi da vicino, cioè il disagio psicologico giovanile.
Il disagio psicologico giovanile affonda le sue radici in diverse problematiche, ma comprendere alcuni processi relazionali è già un grande passo in termini di prevenzione. La finalità era proprio questa: agire in termini di prevenzione creando consapevolezza. Mi ritengo soddisfatta perchè il confronto è stato costruttivo e interessante. Alla luce di quello che succede oggi, e che ogni giorno vediamo attraverso i telegiornali, creare spazi dedicati a queste tematiche credo sia un dovere che non possiamo trascurare

Professore Alaimo dopo i sei incontri che lo hanno visto impegnato con docenti e genitori, sul fronte della vasta e difficile tematica del Disagio giovanile, è possibile fare un bilancio?

Se per bilancio si può intendere il feedback ricevuto da docenti e genitori sommatinesi, e l’insieme di emozioni che oggi mi porto con me al termine di questa esperienza, allora sì. Posso senz’altro dire che il bilancio è decisamente positivo. Vede, noi uomini del XXI secolo, siamo sempre più abituati a razionalizzare tutto, ma poi, per fortuna, il metro di tutto passa ancora per le emozioni, per il nostro “emisfero destro” che, ci restituisce con immediatezza il senso di una esperienza come questa. Devo dire di essermi trovato bene. Un benessere costituito dal senso di rispetto reciproco che ci ha fatto rimanere focalizzati sull’obiettivo e fatto conoscere più a fondo le dinamiche psicologiche che stanno alla base del disagio giovanile e le strategie per affrontarlo. La disponibilità dei partecipanti, che ho percepito come autentica, mi ha messo nelle condizione di trattare, con disinvoltura, temi importanti e complessi servendomi anche di uno “strumentario” tecnico-scientifico che di volta in volta ha toccato il pensiero di Freud, Winnicott, Bion, Lacan, Bateson, Guidano e Liotti, Maturana e Varela, Morin.

Professore, è pensabile la definizione di un decalogo, per un docente o per un genitore, volto al miglioramento del confronto generazionale?

Decisamente no. La questione è complessa e così variegata che uno stesso tipo disagio assume forme diverse al mutare dei contesti personologici, familiari e sociali. L’unica cosa che mi sento di esprimere e consigliare è, quanto più possibile, il recupero dei rapporti umani. La presenza. La presenza “piena”! Autentica. Quella fatta di sguardi, di parole parlate -non trasmesse per mezzo di SMS – di vicinanza emotiva, di sostegno psicologico. Qualsiasi difficoltà si può evitare o superare se si sa di non essere soli.
Vorrei, infine, ringraziare il sindaco Sanfilippo, l’assessore Carbone e tutte quelle persone che, durante questi incontri, ho avuto il piacere di conoscere, condividendo talvolta le loro preoccupazioni ma anche le loro speranze, i loro sogni, per queste nuove generazioni, di un futuro di maggiori certezze e serenità.

   

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