Cronaca

03 Apr 2017

Esplosioni nella metro di San Pietroburgo: 10 morti e 50 feriti

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Sono momenti di terrore per la città di San Pietroburgo. Poche ore fa, infatti, due forti esplosioni sono state avvertite nei sotterranei delle stazioni della metro di San Pietroburgo, mentre si trova in visita in città il presidente russo Vladimir Putin, che è stato prontamente informato dell’accaduto. Il Presidente russo si trovava in città per partecipare ad un convegno sui media e nel pomeriggio avrebbe dovuto incontrare per colloqui il presidente bielorusso Lukašenko.

E mentre i social stanno diffondendo le immagini della metro e di un vagone della stessa sventrato dall’esplosione, una nota dell’agenzia russa Tass parla di 10 morti e almeno 50 feriti.  L’allarme scatta dopo una violenta deflagrazione in un convoglio che correva in galleria, tra due diverse stazioni, la fermata dell’Istituto di Tecnologia e quella di Ploshchad Sennaya. Secondo le prime ricostruzioni dell’agenzia Interfax, pare che l’esplosione sia stata causata da un ordigno artigianale probabilmente lasciato su un vagone prima della partenza del convoglio, e quindi non da un terrorista kamikaze. La bomba, inoltre, era stata resa più pericolosa con l’aggiunta di “elementi lesivi”, cioè riempita di schegge, chiodi e altri pezzi di ferro.  Poco dopo, un secondo ordigno viene trovato ancora inesploso in una terza stazione, Ploshchad Vosstania, nei pressi della piazza della Rivoluzione. Al momento le notizie riguardo al numero delle esplosioni risultano quindi contrastanti dove parla di una sola esplosione nella stazione di Sennaya Ploshchad l’agenzia Tass, mentre l’agenzia Ria Novosti parla di due esplosioni, citandone una anche nella stazione del Tekhnologicheskiy Institut.

Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Tass, al momento gli inquirenti stanno considerando diverse piste, incluse quelle legate al terrorismo.

   

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