Economia Lavoro & Formazione

15 Gen 2017

Per i disoccupati dal 2017 niente più mobilità, solo l’indennità NASpl.

Elisa Auria 0 Commenti

Dopo 25 anni dalla sua istituzione, la cosiddetta ”mobilità” su cui potevano contare i disoccupati, da oggi non si potrà richiedere più.  Questa indennità che spettava ai lavoratori licenziati da imprese industriali con più di 15 dipendenti o commerciali con oltre 50, è stata sostituita definitivamente dalla NASpI a partire dal 1 Gennaio 2017.

La NASpI è la nuova prestazione di assicurazione sociale per l’Impiego che spetta a tutti i soggetti che hanno involontariamente perso il lavoro. Già a partire dal 1 maggio 2015 la NASpI aveva preso il posto della vecchia ASpI che però è rimasta in vita per la gestione di tutte le condizioni di indennità attive al 30 aprile 2015.

Dal 1 Gennaio 2017 però la NASpI prevede una sostanziale riduzione della durata e dell’importo: la durata risulta inferiore rispetto alla precedente mobilità di 24 mesi, e l’assegno, il cui importo andrà diminuendo ogni mese, potrà essere pari fino al 75% dello stipendio medio degli ultimi 4 anni, a differenza del precedente assegno che era pari al 100% dello stipendio per il primo anno per poi mano mano abbassarsi sempre più. Il tetto massimo è comunque fissato a € 1300,00 al mese.

Chi può presentare domanda NASPI e non di mobilità dal 2017?

Tutti i lavoratori che hanno perso il lavoro involontariamente, e che si trovano nella condizione di poter far valere almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 48 mesi. Nello specifico gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperative ma che hanno un rapporto di lavoro subordinato, il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato (contratto di subordinazione) e dipendenti delle pubbliche amministrazioni che abbiano un contratto di lavoro a tempo determinato. Naspi non è rivolta invece ai dipendenti a tempo indeterminato di una pubblica amministrazione e ai lavori agricoli i quali devono rispondere a regole differenti.

La domanda di disoccupazione deve essere inoltrata all’INPS per tramite invio telematico o rivolgendosi alla sede Inps più vicina.

Altra importante novità del 2017, inoltre, è la comparsa di 2 nuovi ammortizzatori sociali, ovvero, l’assegno di ricollocazione e la Carta Sia.

   

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