Cronaca Salute

14 Gen 2017

L’ospedale di Enna sarà accorpato a Caltanissetta

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Enna –  L’ospedale di Enna sarà accorpato a quello di Caltanissetta. Qualche giorno fa è stato annunciato dall’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, lo schema della nuova rete ospedaliera.

Lo schema è pur vero che salva gli ospedali per anni chiamati minori, ma non si sa per il futuro che  ruolo che avrà l’ospedale di Enna

La previsione dei più pessimisti è che entro quindici/venti anni l’ospedale ennese sarà assorbito da Caltanissetta.

Il nuovo schema proposto dalla Regione salva, nel caso ennese, i quattro presidi ospedalieri provinciali e prevede che il “Basilotta” e il “Chiello” di Piazza Armerina diventino ospedali di base, che Enna sia “spoke” (alla pari di Gela, Sciacca-Ribera), mentre Leonforte viene classificato come ospedale di zona disagiata.

L’impressione è che si sia voluto cambiare tutto per non cambiare nulla innanzitutto perchè il tetto di spesa resta lo stesso e non si prefigura una crescita o la possibilità di puntare alla crescita.

La sommossa dei territori ha però portato al passo indietro la Regione che ha quindi preferito lasciare tutto invariato e il timore diffuso è che i quattro ospedali ennesi restino alla fine in piedi solo per vivacchiare e senza poter essere punto di riferimento.

Tra le corsie ospedaliere l’altra domanda ricorrente è, ad esempio, se Nicosia riuscirà ad avere il punto nascita così come richiesto e dall’assessorato pare che oggi nessuno dia certezze. Ma il timore dei timori nasce da una “promozione” dell’ospedale “S. Elia” di Caltanissetta che da “spoke” diventa di secondo livello altamente specializzato e quindi superiore ad Enna.

   

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