Cronaca Cultura

08 Gen 2017

Anche la Sicilia ha una sua Stonehenge: scoperta a Gela la “pietra calendario”

Elisa Auria 0 Commenti

GELA – Quando si parla di Stonehenge (pietra sospesa, in inglese) si pensa subito al sito neolitico composto da megaliti  che si trova vicino ad Amesbury nello Wiltshire, in Inghilterra, appartenente alla lista dei patrimoni dell’Unesco. Ma da alcuni giorni, si parla di un eccezionale ritrovamento di Stonehenge anche in Sicilia, avvenuto proprio nelle campagne di Gela, a 8 km dalla città nissena e alle porte della necropoli preistorica di Grotticelle.

Gli artefici della scoperta sono l’archeologo Giuseppe La Spina, Michele Curto, Mario Bracciaventi con il supporto tecnico di Vincenzo Madonia che, durante il solstizio d’inverno dello scorso mese di dicembre, si sono avventurati, attrezzati di bussola, macchine fotografiche e una videocamera installata su un drone dotato di gps per le misurazioni del caso, mentre facevano un tour ricognitivo ai “bunker antischeggia” della Seconda Guerra Mondiale.

Questa scoperta, nominata “Pietra calendario”, è stata confermata da scienziati e studiosi e si tratta di un megalite forato dagli uomini dell’età del bronzo, che lo utilizzavano come orologio solare per misurare le stagioni e gli anni.

   

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