Politica

04 Gen 2017

Il sindaco Giovanni Ruvolo traccia il bilancio di un anno.

Redazione 0 Commenti

CALTANISSETTA –  Il sindaco Giovanni Ruvolo traccia un bilancio politico-amministrativo. << Sono arrivato a metà del mio mandato di questo servizio che sto rendendo alla mia Città. – dice il sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo –  Ho provato a raccontare le mie quotidianità e i miei sentimenti, alternando momenti di entusiasmo a momenti di difficoltà e scoramento. Non mi sono mai sentito solo, grazie alla presenza sempre attiva della mia famiglia, di chi ha lavorato e tutt’ora lavora con me in Giunta, a quei dirigenti ed impiegati comunali che svolgono il proprio lavoro con amore e dedizione. Ho sentito vicino i cittadini che hanno condiviso con me tanti progetti, che mi hanno semplicemente salutato o per strada mi hanno fermato per dirmi che da me si aspettavano di più.

Per questo non ho mai smesso di sognare: continuo a coltivare il sogno di una Città più giusta, libera dalle pressioni mafiose o dalle prepotenze in genere, vestite talvolta da antimafia di facciata. Sogno una città che sa rialzarsi vedendo ed utilizzando le tante risorse disponibili e che sa smettere di piangersi addosso e dire che non c’è niente. Sogno una città dove idee diverse diventano ricchezze ed il confronto si può svolgere nel rispetto delle persone. Sogno una città che sa fare squadra e vive il successo di uno come il successo di tutti. Sogno una città che non si accontenta e cerca di migliorarsi sempre, che trova il coraggio di affiancare alla tradizione la sperimentazione e l’innovazione.

Sogno una città che crede nel futuro, il suo, quello che è riuscito a costruirsi con le proprie idee e con le proprie mani. Sogno una città che accetta i giovani, la loro utopia e la loro voglia di aggredire la vita. Sogno una città che sa guardare negli occhi dei migranti le loro storie e la loro speranza.

La mia città ideale è quella nella quale la dignità di ogni persona è rispettata. Sogno una città nella quale chi ha di più può metterlo a disposizione in nuove forme di mecenatismo. – conclude Ruvolo -Tutto ciò può sembrare banale o inverosimile, ma io ci credo e soprattutto credo che questo sia il nostro cambiamento. Sono orgoglioso della mia terra e della mia gente.

   

Commenti