Costume e società

25 Dic 2016

Il Natale per i Siciliani. Dalle origini alle tradizioni

Elisa Auria 0 Commenti

Il Natale è un’importante festa religiosa che appartiene all’anno liturgico cristiano, dove tutti i cristiani ricordano la nascita di Cristo che nella cristianità occidentale cade il 25 dicembre, mentre per le Chiese ortodosse orientali questa festività cade il 6 gennaio, il giorno in cui la Chiesa cristiana occidentale festeggia l’Epifania, la manifestazione di Gesù davanti ai Re Magi.
Il Natale non viene introdotto subito come festa Cristiana, ma bisogna aspettare l’arrivo del Quarto secolo nell’Impero Romano, e più tardi anche nelle zone dell’Oriente.
La festa cristiana si intreccia con la tradizione popolare che rende il Natale una delle più antiche tradizioni familiari per il ritrovo di parenti ed amici, vicini e lontani.

Ma andando a ritroso di qualche secolo, ancor prima del Natale Cristiano, con l’imperatore Aureliano c’era la festa del Fuoco e del Sole ( 274 d.C.)  in quanto in questo periodo cade il solstizio d’inverno, cioè il giorno più corto dell’anno, e da questa data le giornate iniziano ad allungarsi. È da queste origini che risale la tradizione del ceppo natalizio di quercia che doveva bruciare per 12 giorni consecutivi nelle case ; si trattava di un legno propiziatorio che permetteva di presagire come sarebbe stato l’anno futuro dal modo in cui bruciava. Il ceppo natalizio nei nostri giorni si è trasformato nelle luci e nelle candele che addobbano case, alberi, e strade.

Per tradizione noi siciliani siamo soliti sederci a tavola la sera della vigilia di Natale e durante il pranzo del 25, prolungando i pasti per molte ore. Perché sedersi a tavola non significa solo degustare tante pietanze gustose proposte in questo periodo, ma raccontarsi molte cose, ridere e scherzare con i propri cari ed, a fine pasti, non potrà mancare la giocata a carte o la tombolata tipica di queste feste.

La tavola si imbandisce di piatti unici nel loro genere per la grande varietà di ingredienti. Tra queste tradizioni culinarie possiamo citare l’impanata, variante del pastizzu,  tipico piatto siciliano della provincia di Caltanissetta, dovuto alla passata dominazione spagnola, conosciuta anche come scacciata dai catanesi, o ancora lo sfincione, un particolare tipo di pizza consumato a Bagheria e nella provincia di Palermo, con le tipiche varianti.

Tra i primi piatti abbiamo il pasticcio di Natale della città di Noto, o il timballo di riso, piatto natalizio della Sicilia orientale oppure le lasagne alla palermitana e i cannelloni. Tra i secondi, innumerevoli sono le pietanze a base di carne o pesce ed i contorni.

La pasticceria è un trionfo di dolci a base di pistacchio, mandorla, miele, cannella e zucchero, ed ancora cioccolata, vaniglia e ricotta. Abbiamo visto la Cuccìa di Santa Lucia preparata per il 13 dicembre, giorno della festa patronale, che si presenta come un tipico piatto povero che inaugura le festività natalizie, fino ad arrivare alla varietà e all’abbondanza dei patti preparati per la vigilia e il Natale.

Altri dolci siciliani natalizi sono la cassata, che richiede ingredienti come il pan di spagna, la crema dei cannoli e la glassa di zucchero, il buccellato, i taralli, il torrone come la cedrata, ottenuto cucinando scorze tritate di cedri ed arance insieme a miele, cannella e vaniglia, i mostaccioli o mustazzola, l’aranciata, antichissimo dolce natalizio della Contea di Modica, che può essere preparato utilizzando scorze d’arancia, cedri, limoni, mandarini e mandaranci e poi ancora i dolcetti con fichi, anticamente offerti alla fine delle novene natalizie. Senza contare i panettoni artigianali, preparati dai bravissimi chef dolciari che propongono questo dolce all’italiana con farciture di crema al pistacchio, crema, pere e cioccolato, uvetta e frutta candita, etc..

Oltre al classico albero addobbato, di origini prettamente nordiche, a simboleggiare l’arrivo delle feste vi è anche la tradizione dei Presepi, allestiti nelle case dei paesi meridionali con i materiali più disparati come il legno, l’oro, l’argento, l’avorio ed il corallo che troviamo in molte località ed infine anche statuine in plastica o ceramica.  In alcune località, possiamo ammirare altresì i caratteristici presepi con i personaggi viventi, ogni anno frequentati da numerosi visitatori che provengono da ogni parte del mondo. Tra questi ricordiamo i più famosi presepi di Sutera (CL), di Cammarata (Ag), di Gangi (PA), di Petralia Sottana (PA), di Trabia (PA), di Castanea (ME). Una tradizione risalente al XVI secolo, vede interi paesi trasformarsi in presepi viventi, dove gli abitanti tra il suono delle zampogne ed i canti delle Novene, si vestono di antichi abiti ed inscenano gli antichi mestieri. Il più antico è quello di Custonaci (TP) all’interno della grotta di Mangiapane.

A Mussomeli (CL), per la gioia dei bambini, tre abitanti del luogo mimano l’arrivo dei Re Magi a cavallo, e per quest’anno anche nella cittadina di Monreale. A Bordonaro, poco distante da Messina, in questo giorno nella piazza principale della città è allestito il “pagghiaru”, un abete natalizio formato da una pertica di nove metri circa, rivestita di verghe, fogliame ed agrumi, ciambelle e cotone, sulla cui cima vi è una croce alta due metri, anch’essa addobbata con frutta, nastri, ciambelle e forme di pane.

Le feste si chiudono con la celebrazione dell’Epifania, il 6 gennaio con l’arrivo dei tre Re Magi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Nata in oriente per commemorare il battesimo di Gesù, l’Epifania fu presto introdotta in occidente dove assunse contenuti religiosi diversi, come il ricordo dell’offerta dei doni dei Re Magi nella grotta di Betlemme, che poi ha determinato il nascere della figura della Befana distributrice di doni per i bambini o carbone per i più birbanti.

In merito allo scambio degli auguri,  la diffusione sempre più invadente dei social e canali virtuali degli ultimi anni hanno portato a sostituire le classiche cartoline di auguri con gli sms o messaggi di testo su WhatsApp o Messanger, per arrivare alle cartoline animate, gif e video in diretta da postare sulla propria pagina Facebook per condividere queste giornate di festa con i propri amici.

   

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