Cronaca

23 Dic 2016

E’ siciliano il poliziotto che ha fermato il killer di Berlino

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Il Killer della strage di Berlino Anis Amri è stato ucciso questa notte. Si tratta di un 24enne tunisino ed è stato fermato per un controllo a Milano, in zona Sesto San Giovanni da due giovani agenti. I due poliziotti avrebbero chiesto i documenti al tunisino che si aggirava con fare sospetto, il quale però ha estratto una pistola calibro 22 dallo zaino e, urlando “Allah Akbar”, ha sparato ferendo alla spalla uno dei due poliziotti. Questi hanno risposto al fuoco uccidendo l’aggressore.

Anis Amri è stato riconosciuto il responsabile dell’attentato accaduto lo scorso lunedì 19 dicembre contro il mercatino di Natale a Berlino, il quale, piombando con un camion contro la folla,  ha ucciso 12 persone, compresa la giovane studiosa italiana Fabrizia Di Lorenzo.

L’agente di polizia che è stato ferito da Amri si chiama Christian Movio, ha 36 anni, originario della provincia di Udine. Agente in prova del Commissariato di Sesto San Giovanni è stato ferito con un proiettile conficcato in una spalla ma senza riportare gravi conseguenze. Al momento si trova ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza.

Ad uccidere Amri, invece, sarebbe stato l’agente siciliano Luca Scatà di 29 anni, originario di Canicattini Bagni in provincia di Siracusa. Anche lui è un agente in prova da pochi mesi al Commissariato di Sesto San Giovanni ed è rimasto illeso. Quest’ultimo, dopo aver visto che il collega era stato ferito alla spalla destra, ha estratto la pistola d’ordinanza e fatto fuoco contro Amis Amri, uccidendolo sul colpo.

 Le parole del premier Paolo Gentiloni. “Per l’operazione di stanotte voglio ringraziare polizia, Carabinieri, finanza, forze armate, intelligence, cioè gli uomini e le donne dei nostri apparati di sicurezza impegnati in queste ore e di cui l’Italia è davvero fiera. Una gratitudine speciale va al giovane agente in prova Cristian Novio rimasto ferito e al suo collega Luca Scatà, agenti che hanno mostrato coraggio e capacità professionali notevoli” –  in questo modo il premier Paolo Gentiloni intende esprimere il suo ringraziamento ai due agenti per il coraggio dimostrato.

 “In Italia – ha proseguito il ministro dell’Interno Marco Minniti nella conferenza stampa al Viminale – esiste un livello elevato di controllo del territorio che consente, nell’imminenza dell’ingresso nel nostro paese di un uomo in fuga perchè ricercato, di identificarlo e neutralizzarlo. Questo vuol dire che c’è un sistema di sicurezza che funziona.
Guardiamo a questi due ragazzi come persone straordinarie, di giovanissima età, che facendo semplicemente il loro dovere hanno reso un servizio straordinario alla comunità. Penso sinceramente di poter interpretare il sentimento del nostro Paese nel dire loro che l’Italia è a loro grata”.

      (Foto: Il Tempo.it)

   

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