Cronaca Cultura

10 Dic 2016

80° anniversario dalla scomparsa di Luigi Pirandello. Anche Mattarella ricorda lo scrittore Premio Nobel per la Letteratura

Elisa Auria 0 Commenti

AGRIGENTO – In occasione dell’ottantesimo anniversario dalla morte dello scrittore e drammaturgo Luigi Pirandello,  si è svolta questa mattina, nella città natale dello scrittore, una commemorazione in suo ricordo.  Il Sindaco di Agrigento Lillo Firetto, accompagnato da Armida De Miro, la direttrice della casa-museo dello scrittore sita in contrada Caos ad Agrigento, ha deposto un mazzo di fiori sulla «rozza pietra» sotto cui si trova l’urna cineraria contenente le ceneri dello scrittore. Per l’occasione, il primo cittadino ha pure visitato la stanza dove sono in esposizione le ultime volontà dello scrittore insieme al famoso pino solitario.

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,  stamattina ha voluto ricordare lo scrittore con queste parole: «L’opera di Luigi Pirandello, Premio Nobel alla letteratura nel 1934, conferma, a 80 anni dalla scomparsa di uno dei maggiori protagonisti del novecento letterario, un profondo radicamento nella terra di Sicilia, partendo da una consonanza con il verismo della scuola di Giovanni Verga, cui fece progressivamente spazio l’ampio uso di monologhi e dialoghi dal forte timbro teatrale, tratti rivelatori della dirompente novità della sua prosa narrativa che precorre e anticipa temi moderni.

Con intensa dedizione alla scrittura, il suo tormentato ritmo di produzione letteraria lo spinse a sperimentare quasi tutti i generi letterari: da Sei personaggi in cerca d’autore, riconosciuto come un capolavoro e ben presto messo in scena in tutta Europa, a Il fu Mattia Pascal, che ne segnò la consacrazione, con il distacco definitivo da naturalismo e verismo.

L’esperienza del teatro lo affascinò e lo assorbì al punto da dedicarsi alla regia, alla direzione, alla scenografia e all’allestimento, per cogliere e rappresentare il rapporto tra realtà e finzione e delineare concetti tra i più travolgenti del ventesimo secolo: dal tema della follia, legato a vicende anche personali, a quello della crisi d’identità, al relativismo psicologico e conoscitivo, all’impossibilità di comunicare, che caratterizza molti dei suoi personaggi.
L’ampiezza della produzione pirandelliana, capace di tratteggiare le fragilità e la complessità dell’identità umana, ha rivoluzionato il teatro del Novecento, divenendo un punto di riferimento per la drammaturgia e proponendosi, a distanza di tempo, con straordinaria attualità».

   

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