Costume e società Cronaca

03 Dic 2016

Continuano le azioni per evitare lo smantellamento dell’Antenna Rai di Caltanissetta

Elisa Auria 0 Commenti

A concentrare recentemente l’attenzione dei cittadini e dell’amministrazione comunale di Caltanissetta è stata la vicenda della storica antenna Rai, considerata da tempo un simbolo della città dai suoi abitanti e visibile da quasi ogni angolo della città. Si tratta di un’antenna omnidirezionale che conta un’altezza di circa  286metri e si erge sul Colle Sant’Anna di circa 660m di altezza s.l.m., detenendo così il primato di struttura più alta d’Italia.antenna-cl-2

Fu costruita nel 1949 dalla Cifa (Compagnia italiana forme e acciaio) e inaugurata il 18 novembre del 1951 per diffondere il segnale della tv di Stato in tutti i paesi del Mediterraneo e persino in Nord Africa per mezzo di trasmissioni in onde medie e lunghe e rimase attiva fino al 2004 con l’ intera area di proprietà della Rai Way fin quando, per una serie di motivi, venne abbandonata in attesa dello smantellamento.
In quell’ occasione, molti nisseni si mobilitarono e l’amministrazione comunale dell’allora sindaco Michele Campisi prese accordi con la Rai sulle modalità d’acquisto. Il 31 maggio 2014 venne annunciata la conclusione della procedura per la variante urbanistica che destinava 16mila ettari di terreno e tremila metri quadrati di edifici radiofonici all’utilizzo di un parco naturalistico e culturale, pensando ad un progetto di museo della radio e delle telecomunicazioni ed impedendo qualsiasi operazione speculativa. La già deliberata procedura d’acquisito, però, non fu mai conclusa.

Di recente, Rai Way ha chiesto all’attuale amministrazione comunale l’autorizzazione per poter avviare i lavori di demolizione dell’antenna. La suddetta richiesta, ha indotto molte associazioni a presentare una petizione, che finora ha raccolto circa 6.500 firme, per evitare lo smantellamento. Tra queste, la Pro Loco di Caltanissetta e il comitato Salviamo l’antenna Rai costituito da ambientalisti, Italia Nostra onlus, Lipu, radioamatori ed enti pubblici.

La vicenda, oltre ad approdare in Consiglio Comunale, dove anche il sindaco Giovanni Ruvolo manifesta la volontà di preservare l’antenna che funge da “elemento identitario e presidio tecnologico e storico”, a patto però, che i costi di manutenzione della struttura siano sostenibili per le casse del Comune, interessa anche la sovrintendenza ai Beni culturali, la quale non ha perso tempo ad avviare l’iter amministrativo per la dichiarazione d’interesse culturale del sito e degli edifici annessi.

   

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