Cronaca

02 Nov 2016

Riapre il portale storico della Chiesa di S.Maria degli Angeli

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CALTANISSETTA – Riapre il portale della Chiesa di S. Maria degli Angeli, o S. Maria La Vetere, la parrocchia più
antica della città, accanto al Cimitero monumentale e alla base del Castello di Pietrarossa, in quel cuore di roccia
intorno al quale gli Arabi costruirono il nucleo più antico di Caltanissetta (Kalat-Nissa), quasi mille anni fa.
Le Messe in memoria dei defunti oggi si sono celebrate finalmente qui, sotto l’alto soffitto di legno che copre l’unica, lunga navata della Chiesa, restaurata insieme al piano terra del Convento attiguo a cura della Soprintendenza ai BB.CC., dopo molti decenni di abbandono e di degrado.

A celebrare alle 10,30 il Vescovo, Mons. Mario Russotto, alla cui tenacia e pazienza si deve il “miracolo” della
possibilità di celebrare le sacre funzioni, il 2 novembre e tutte le altre domeniche del mese, ottenuta per questo
l’autorizzazione dal nuovo Soprintendente nisseno, Vincenzo Caruso, esplicitamente ringraziato in apertura,
unico, tra i rappresentanti delle istituzioni del territorio, regionali e nazionali, ad avere preso a  cuore la questione. Dopo anni di richieste della Diocesi e dei suoi Vescovi (Jacono, Monaco, Garsia e da 13 anni Russotto) che non hanno mai avuto risposta dalle istituzioni regionali e nazionali, se non la provocatoria richiesta, qualche anno fa, di una fideiussione per diverse migliaia di euro per eventuali danni ai locali restaurati. Chiusa al culto nel 1872, ultima appendice della soppressione degli Ordini religiosi dopo l’unità d’italia nel 1866, destinata dal Demanio dello Stato a caserma e deposito militare, la Chiesa degli Angeli da 144 anni non ospitava più una manifestazione di culto. E probabilmente Mons. Mario Russotto è stato il primo Vescovo a potere celebrare l’eucaristia tra quelle antichissime mura. Sicuramente non Mons. Guttadauro, che tra l’altro aveva aperto un’interlocuzione difficile con i Frati Minori Conventuali a cui era affidata anche la chiesa, per i locali in cui ospitare il Seminario. Non si ha notizia certa neppure di una celebrazione del primo Vescovo di Caltanissetta, Mons. Antonino Stromillo, insediato nel 1845, che forse avrà potuto farlo in occasione della processione annuale che da S. Maria La Vetere attraversava il quartiere più antico della città con il quadro della Vergine degli Angeli (che oggi è custodito presso il Collegio di Maria). << Ogni albero è figlio di un seme che muore nella terra, – ha proseguito Mons. Russotto – così i nuovi fiori della creazione saranno figli di noi fatti semi della terra. Noi nutriti di eucaristia saremo eucaristia della terra. E anche li nel freddo della terra non saremo soli perché porteremo con noi tutti quelli di cui ci siamo presi cura. E noi continueremo a vivere in quel dono che abbiamo fatto a loro. Vivere da veri uomini, da vere donne, nell’esercizio dellasolidarietà come offerta di gratuito amore significa davvero creare un’umanità nuova. L’importante è comprendere che ciascuno di noi è un angelo per tutti gli altri>>. Anche per questo la commozione espressa questa mattina in apertura della celebrazione. Ritrovarsi, dopo secoli, insieme al popolo della città che gremiva la navata, con tutte le autorità civili e militari al completo, a presiedere la concelebrazione insieme ad altri sette sacerdoti, ha dato il senso di un’esperienza solenne e intensa di riscoperta “del cuore, delle radici, della storia di questa tribolata, gloriosa, città di Caltanissetta”, come ha esordito il Vescovo nella sua omelia. Una delle poche esperienze di identità comunitaria della nostra gente, vissuta accanto a quello scrigno della storia privata di ogni famiglia che è il Cimitero, custode delle memorie di una città che mantiene anche attraverso di esso un filo di comunicazione tra le terra e il cielo.

   

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